
Introduzione
Quello appena concluso è stato il primo workshop fotografico previsto per MiMA 2010, articolato su due intere giornate di lavoro. Lʼesperimento si è dimostrato ancora una volta molto indovinato, vista la versatilità e la storia di Francesco Cito, il famoso fotografo di reportage premiato due volte da World Press Photo. Maestro indiscusso del reportage su ogni fronte, bellico e non, ha accompagnato i nostri corsisti con professionalità e svelando i segreti della sua lunga esperienza.
In aula - Primo giorno
Lʼapertura del seminario ha visto una sorta di colloquiointervista con lʼautore sul tema del Reportage da parte del prof. Giancar lo Beltrame, docente di Semiologia delle Immagini presso la Facoltà di Let tere del l ʼUniversi tà di Verona e membro del Comitato Scientifico dellʼAssociazione Culturale MiMA.
La prima giornata era interamente dedicata agli apprendimenti teorici e partiva con una introduzione alla fotografia legata a un concetto: una foto nasce da unʼidea, un pensiero, un racconto. Seguiva unʼampia video-proiezione dei lavori di reportage dellʼautore e conseguenti analisi di dettagli, spunti, inquadrature. Dagli scatti in Libano, in Palestina, durante la Guerra del Golfo, fino a Sarajevo, Hebron e il periodo in Kuwait. Seguiva la famosa serie di foto di matrimoni, dove lʼevento nuziale viene trattato nella tipica teatralità napoletana, senza tralasciare la sua particolare
connotazione di reporter giornalistico. Dei famosi scatti sulle guerre di camorra colpiva lʼesperienza di vicinanza con i poliziotti durante le azioni e insieme con gli stessi malavitosi. (Il giorno successivo, al mercato di Zevio, si sarebbe meglio compreso come lʼapproccio del reporter segni la differenza nel risultato dello scatto).
La seconda parte della giornata era dedicata alla visione delle fotografie dei partecipanti. La maggioranza portava immagini in digitale, visibili sullo schermo - solo due sceglievano di portare i loro scatti da condividere, su carta. Il giudizio di Francesco era tagliente e severo, ma i partecipanti erano orgogliosi e insieme intimiditi dalla valutazione di un personaggio di tale indiscutibile valore. A conclusione dei lavori, i partecipanti si davano appuntamento per il giorno successivo, per un reportage in esterno, sotto la guida del maestro. Il tema sarebbe stato svelato solo sul posto.
Secondo giorno
La giornata successiva riprendeva in esterno: tutti al mercato di Zevio, prima in osservazione delle modalità di approccio di Francesco Cito con le persone, poi da soli o in piccoli gruppi, a caccia di scatti, secondo il compito assegnato, ”Soggetti attraverso gli oggetti”, senza dimenticare la pulizia dellʼinquadratura e le linee tante evocate nella giornata precedente. Le interpretazioni erano originali Al rientro in studio, seguiva la supervisione ed editing del lavoro prodotto nelle prime ore della giornata. I corsisti sceglievano i loro scatti più riusciti, cui seguiva la visione delle loro produzioni, accompagnata dal resoconto personale sullʼesperienza. Quale sensazione accompagna il fotografo che deve “entrare” nello scatto? Seguiva un interessante confronto tra le differenti esperienze vissute.
Lʼultima sezione di lavoro vedeva tutti in aula per la foto di gruppo, la consegna dei questionari e degli attestati di partecipazione, alla presenza dellʼAssessore Provinciale alla Cultura e Identità Veneta Marco Ambrosini.
Ringraziamenti
Anche questo workshop ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Zevio, della Provincia di Verona e della Regione Veneto, cui lʼAssociazione Culturale rivolge lʼapprezzamento per i riconoscimenti ricevuti. Un particolare ringraziamento a Francesco Cito per la sua disponibilità, al prof. Giancarlo Beltrame per la competenza e la passione; a tutto lo staff del MiMA per lʼefficienza dimostrata nei due giorni di lavoro intenso, a servizio dei partecipanti e dellʼautore.
LA RESPONSABILE ORGANIZZATIVA
Stefania Bozzi