
28 maggio 2009
“URBAN DEKADENCE: La scena dell’Arte” Resoconto
Autori: Fernando Rossi / Maurizio Marcato
Introduzione
Cosa succede se l’arte incontra la fotografia? O meglio, se la fotografia viene inserita all’interno di una performance artistica? Questa era la sfida lanciata dagli artisti Maurizio Marcato e Fernando Rossi, che usano la contaminazione come “espressione magnetica dell’arte del terzo millennio”. * Secondo noi e il numeroso pubblico presente, secondo il giudizio dei partecipanti al workshop fotografico, ancor più in questo caso parte integrantiedella scena dell’arte, l’esperimento è riuscito felicemente.
La performance
L’esperienza centrale, sulla quale i corsisti hanno sperimentato e lavorato nell’intera giornata, è stata la performance che eccezionalmente aveva visto aprire gli spazi del MiMA a un pubblico più ampio.
Una performance a quattro mani che ha visto come protagonisti due importanti personaggi con un background nell’arte contemporanea. Due artisti che spesso hanno avuto il coraggio di osare, di fare denuncia, di dichiarare la propria posizione. Due anime che ora, tramite questa particolare performance, hanno voluto testimoniare e rappresentare, a modo loro, un momento dell’arte che crolla ogni giorno nel baratro del nulla, in perenne decadenza. Da qui l’idea geniale di dare un titolo d’impatto come “URBAN DEKADENCE”. Un’immagine forte, che racchiude un’infinità di concetti. Un connubio tra arte e fotografia, dove non è esistito uno spazio interno e uno esterno all’opera, sia per gli artisti, sia per gli stessi corsisti. Un momento di emozione e colore, in cui la fotografia diventava immediatamente arte. Gli elementi che gli artisti hanno utilizzato per realizzare questa particolarissima opera o meglio questa “Scena dell’arte” erano i più eterogenei: monitor, gabbie, vecchi complementi d’arredo, proiezioni video, musiche dall’alto livello di pathos e non ultime, due protagoniste femminili a rappresentare “la donna abusata” e “la femminilità angelica”. L’intervento della durata di circa un’ora e mezza si è svolto negli spazi di MiMA, con la collaborazione di tutto lo staff dell’Associazione. Un’emozione irripetibile, perfettamente inserita nei canoni distintivi dell’Arte Contemporanea, dove è impossibile la riproducibilità in ogni suo senso.
La parte tecnico- fotografica
La seconda parte era dedicata interamente ai corsisti, che avevano il grande privilegio di rielaborare, proiettare e commentare i propri scatti alla presenza dei due grandi artisti.
Ciascuno scegliava i dieci shooting più riusciti. Il miracolo si ripeteva nell’evidenza di come tutti i fotografi partecipanti al workshop avevano saputo catturare l’emozione di quella violenta e irripetibile scena dell’arte. Su richiesta degli autori, la lettura teorica dell’evento e dei singoli scatti, a cura come di consueto da parte del prof. Giancarlo Beltrame veniva lasciata dopo aver ascoltato l’interpretazione dei singoli autori.
La conclusione del workshop era dedicata alla visione di un centinaio di scatti di Maurizio Marcato, che testimoniavano con maestria i momenti salienti delle installazioni, della performance e degli eventi della giornata.
Ringraziamenti
Anche questo workshop ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Zevio, della Provincia di Verona e della Regione Veneto, cui l’Associazione Culturale rivolge l’apprezzamento per i riconoscimenti ricevuti. Si ringraziano il Sindaco di Zevio Paolo Lorenzoni e l’Assessore alla Cultura del Comune di Verona Emma Perbellini presenti alla performance. Un particolare ringraziamento al prof. Giancarlo Beltrame per la competenza e disponibilità, a tutto lo staff del MiMA nell’assicurare l’eccellenza in tutta la proposta, a Giorgia Dusi e Valentina Furri per la loro personale interpretazione nella performance.
LA RESPONSABILE ORGANIZZATIVA
Stefania Bozzi
* dall’articolo de “L’Arena” del 23 maggio 2009 di Giancarlo Beltrame
















